Alla mia nonnina

Alla mia nonnina: "C'è una poesia nel tempio, incisa nella pietra, intitolata "la mancanza". Ci sono solo tre parole ma il poeta le ha cancellate perché la mancanza non si può leggere, si può solo avvertire "

giovedì 2 settembre 2010

"La ragazza in blu" di Susan Vreeland


Un libro fatto di vari racconti che si intrecciano tra loro grazie all’unico vero protagonista: il quadro immaginario del pittore olandese Johannes Vermeer "la ragazza in blu".
L’opera, in realtà, è stata realizzata dal pittore americano Jonathan Janson (Girl in Hyacinth blue), ma l’autrice la attribuisce a Vermeer (di cui si conoscono solo 35 tele) e identifica la modella per questo ritratto in una delle figlie dell’artista, chiamata Magdalena. Partendo dal più recente possessore del dipinto, fino ad arrivare alla stessa Magdalena, si snodano quindi le storie delle persone che sono entrate in contatto con quell’opera, in un viaggio a ritroso nel tempo: brevi scorci di esistenze toccate dalla magia di un quadro di cui ognuno sottolinea qualche aspetto, ma che per tutti è espressione di un’emozione, un modo di essere.

Molteplici interpretazioni si fondono con le vicende dei personaggi che si focalizzano ora su un particolare ("Ha l’occhio di perla…") ora sulla ragazza ("è come se aspettasse qualcuno. E la mano. Rivolta verso l’alto, così delicata. Pare che chieda di essere baciata) ora sull’atmosfera che ispira (lo chiamò "Splendore mattutino")… ma la verità è una sola,rivelata alla fine del libro dai pensieri della protagonista del quadro: "Dei suoi modelli il pittore coglieva lo sguardo, la particolare inclinazione del capo, la solitudine, la sofferenza, il dolore e li trasmetteva a tanta gente che avrebbe continuato a vederli nel corso del tempo, senza mai incontrare faccia a faccia le persone ritratte sulla tela. Gente che l’avrebbe osservata da vicino, pensò, che l’avrebbe guardata intensamente, ma che di lei non avrebbe mai saputo nulla".

Le storie in cui si dipana il travagliato viaggio del dipinto si combinano abbastanza bene grazie a piccoli particolari inseriti tra un racconto e l’altro che, se si sanno cogliere, rimandano alla vicenda precedente. Gli ultimi due racconti soffermano sulla figura del pittore (di cui si sa poco) e della figlia (di cui si sa ancora meno) presentandoci la vita a casa dell’uomo e alcune delle sue opere più note, assieme alla sua concezione della pittura come "unico modo per tentare di conoscere". La figlia è vista nel suo rapporto frastagliato col padre, spesso assente, ma che lei ammira tanto da desiderare di poter dipingere come lui "la bellezza, lo spazio, la luce, l’aria stessa.." La conclusione poi, è magistrale.

Una nota di rilievo merita lo stile multiforme dell’autrice, capace di passare dal tono affettato e frivolo di una nobildonna che rinuncia alle apparenze a quello conciso ma lacerante del diario di un giovane studente la cui amante viene impiccata. Uno stile che, adattandosi alle diverse situazioni, riesce ad evocare personaggi di consistenza quasi reale e rende la lettura più vivace e penetrante. Un romanzo con più registri che regala più di un’emozione.



di Elisa Modolo
Pubblicato sabato 10 luglio 2004 - NSC anno I n. 1

"La donna col vestito verde" di Stephanie Cowell

Quante volte abbiamo visto un dipinto di mensieur MONET e ci siamo fermati ad ammirane le pennellate, la bellezza sorprendente e la naturalezza, la sua capacità di cogliere l'attimo, lo sbrilluccichio della luce sulle superfici che dura solo un'istante e per questo eterno ed irripetibile. Ma chi era Monet e cosa lo spingeva a dipingere? Come era il suo carattere e quali sogni aveva quando da ragazzo si è trasferito a Parigi contro il volere del padre per vivere alla bohemiene insieme ai Suoi fratelli pittori, Pissaro, Bazille, Degas, Manet, Beguine, il suo mentore e primo maestro.
Il racconto scorre fluente e leggero, immergendoti nell'atmosfera sognante e burrascosa della Normandia, di Parigi, di le Havre, ma soprattutto nella nascita di una scintilla d'amore, la visione di Camille Donceaux alla stazione. L'incontro dopo alcuni anni alla libreria, la passione il desiderio, la devozione di Monet per la sua musa tanto da ritrarla continuamente nelle sue opere, da sola, col vestito verde, insieme alla sorella e Bazille nei boschi di Parigi e ancora col figlioletto a passeggio nei campi. Un'amore travolgente struggente a volte sofferto tanto da ritrarla sul letto di morte... un viaggio tra tele pennelli colori profumi rabbia e passione che solo i grandi pittori posso vivere, provare e sentire, trasportandoti all'interno dei dipinti, delle tele, degli occhi di chi osserva con l'immaginazione, la sensazione e lo stupore di un attimo d'eterno.

lunedì 23 agosto 2010

giovedì 19 agosto 2010

Il romanzo scorre abbastanza velocemente. Nonostante alcuni abbiano mosso delle critiche alla pesantezza di alcuni punti, non bisogna dimenticare che in ogni caso si presenta come romanzo storico e come tale necessita di riferimenti ed ancoraggi alla realtà effettuale.
I personaggi sono ben delineati, ma senza entrare troppo nel vivo della psicologia dei stessi, cosa che avrebbe tramutato il romanzo da storico in psicologico - introspettivo. A me ha ricordato a tratti un po' i Miserabili di Victor Hugo.
La trama è ricca ed abbastanza complessa da incuriosire il lettore, da spingerlo a chiedersi cosa succederà nelle pagine successive.
Il protagonista non penso sia Arnau né il fratello Joan, né la storia di fondo. Comune denominatore delle alterne vicende risulta essere il modus vivendi: qualora ci si impegni con onestà ed amore verso le cose in cui si crede non vi sono ostacoli al perseguimento degli obiettivi e all'amore e al rispetto che gli altri possono inaspettatamente riservarci. Un insegnamento che va da Bernart al Figlio, agli amici ebrei, ad Aledis, all'amore di una madre che accetta l'anonimato per salvaguardare l'incolumità del figlio. Il libro inoltre offre spunti di studio e di curiosità dell'ambiente ispanico del 1300, dei costumi, delle abitudini alimentari, dell'abbigliamento e dell'architettura. La cattedrale di Santa Maria del Mar diviene simbolo di un popolo, dell'orgoglio nazionale e dello scrittore stesso, il frutto del sacrificio della gente comune che unita dalla spirito campanilistico e dalle necessità si abbraccia per un ideale comune, che a tratti divene prevaricante, prepotente ed ottuso trasformandosi in razzismo verso gli ebrei, in Inquisizione, in ingiustizia.
Prova di onestà intellettuale le ultime pagine ove sono riportate le fonti storiche di spunto della narrazione.
Come primo libro... più che bravo!

venerdì 30 luglio 2010

Il petalo Cremisi e il bianco

Non ho parole per descrivere le emozioni che mi ha suscitato la lettura di questo capolavoro e dopo averlo letto ho capito perchè è stato tradotto in più di 22 paesi e ne hanno fatto un film.
Ambientato nell'epoca vittoriana il romanzo ti proietta davvero in una realtà descritta dall'autore con una tale dovizia che addirittura ti sembra di sentire gli odori, i profumi, rivedere i vicoli le strade, i solotti all'ora del te e le case di piacere. La protagonista, Miss Sugar, la più famosa prostituta di Londra, un personaggio che non ti abbandonerà più per il resto della tua vita dopo averne fatto la conoscenza. Chi è? una semplice donna di piacere? potrebbe. un'opportunista? forse. Una donna capace di fedeltà, amore ed istinto materno, delusa ancora dagli uomini che lei stessa è costretta ad usare per sopravvivere nella casa di Mrs Castaway, una maitresse che altri non è se non .... sua madre. E la piccola Sophie, la figlia del suo amante, dell'uomo che deciderà di portarla via dalla casa di piacere per averne un "uso" esclusivo, quanta tenerezza suscita il suo personaggio. Ti sembra di vederla, una bimba coi suoi abiti delicati, un po' cicciotta, il viso sei imbronciato con gli occhi grandi azzuri e dolci, che impara per la prima volta l'affetto, si emoziona quanto sente dirsi che è una brava bambina dal padre. Un romanzo complesso, raffinato e scorrevole, coi suoi personaggi ben delineati, ognuno che vive di luce propria, in un rapporto di equilibrio perfetto, senza oscurare gli altri.... e tu spettatore sei invitato ad osservarli, a seguirli, ad ascoltarli... ed allora cosa aspetti... muoviti a seguire Miss Sugar!

lunedì 26 luglio 2010

Timido si apre il racconto in uno scenario che sin dalla prima pagina sembra assolato e caldo, ti proietta sulle coste del brasile facendoti sentire l'arsura, il sole bruciante e i colori brillanti di quella terra. i personaggi compaiono uno ad uno ciascuno con il suo passato, le sue emozioni, i dubbi, lo sforzo per la ricerca di una motivazione per cambiare, rinascere, rinnovarsi. a legare tutti è il piccolo tominho, un dolce bambino che da dietro le quinte riesce a mettere in contatto Clara, Francisco, patricio e il cardinale eli... una rete di rapporti che cambierà per sempre la loro vita, dopo aver percorso insieme un tragitto attraverso i riti candombe' locali, la tratta degli organi ed il progetto insano e demoniaco di un cardinale pervaso da manie di onnipotenza. scorre piacevole il racconto caratterizzato dalla delicatezza della penna dell'autore, lasciandoti un po' di nostalgia alla fine, perché' quei personaggi che dalle loro debolezze traggono la spinta per il rinnovamento, la forza e il cambiamento vorresti non ti abbandonassero mai.

magnifica Irene

Ho aggiunto alla lista dei miei libri altri due capolavori della grande Nemirowsky.


L'affare kurilow... il suo primo romanzo e già dalle prime battute l'autrice dimostra di avere un grande talento... è una psicologa nata, una donna con la capacità di descrivere con estrema chiarezza e crudezza i lati del carattere dei suoi personaggi. Il rapporto tra il sicario e la sua vittima che si instaura lento, una sorta di complicità tra vittima e carnefice, fatta addirittura di momenti di comprensione, compassione, di pietà, vergogna... il futuro obiettivo del sacrificio che da oggetto inanimato prende forma nella sua quotidianeità, con le sue malattie e i suoi dolori. Come ci si può' preparare a compiere un attentato vivendo mesi al fianco della vittima e fingendosi il medico di fiducia? Ambientato tra Francia, Svizzera e Russia, seguiamo il nostro killer...
Jezabel mi ha tenuto incollato alla poltrona per tutto il tempo. Una giornata come tante, una donna alla sbarra accusata di un delitto: aver ucciso un suo giovane amante... ma chi e' in realtà la vittima e perché la donna continua a ripetere di farla finita?
Un personaggio complesso, reale, attuale. Un'ossessione per la bellezza, la giovinezza, i potere del suo fascino della sua sessualità. gli uomini che vengono a mero specchio della sua immagine..."finché' riesco a conquistarne uno giovane vuol dire che non sono invecchiata, che sono ancora bella... ma io so bella, sono giovane... voglio ancora conquistarne uno, Dio ti prego ancora uno, solo uno... per una notte, un giorno un attimo"...
Così vive e continua a struggersi cercando di conservare, inscatolare, mettere sotto vuoto quanto più' può di ciò che è stato e mai più sarà... una sete di essere giovane che la farà divenire un mostro, un essere abietto e insensibile...pronta a tutto.

mercoledì 21 luglio 2010

divoro quasi un libro ogni 10 giorni e devo ammettere che non mi è mai capitato di fare tanta difficoltà a terminarne uno. punto primo l'unica originalità puo' essere lo stile, il linguaggio usato da un diciassettenne, ma chi parla in quel modo. io di sicuro no a 17 anni.... e nemmeno avrei voglia di sentire qualcuno parlare in quel modo cosi' irritante. Psicologia del personaggio? quale? quella di un 17enne che non prende posizione su niente e non sa cosa fare nella vita? bello sforzo di originalità, un non racconto nel racconto... non capisco semplicemente inoltre il fine ultimo del testo stesso... cosa vuol dire il libro? che alcune persone a 17 anni non sanno di essere al mondo.... e poi sinceramente non cerchiamo per forza di tributare un merito dove non c'e'.... sinceramente meglio investire i propri soldi per comprare libri di altri autori.

giovedì 15 luglio 2010

le mie ultime letture

La passione di Artemisia Gentileschi
siamo nel 1612, ed Artemisia si trova dinanzi al suo stupratore, pittore anche egli ed amico del padre... costretta per salvare l'onore ad un matrimonio riparatore, Susan Vreeland ci accompagna attraverso le varie tappe della sua vita... Da Firenze a Genova a Venezia, Napoli e poi a Londra, attraverso un viaggio non interiore della pittrice, la sua evoluzione come artista, come mamma e come donna, attraverso le sue passioni alle quali sacrifica l'amore di moglie e di figlia. Vivere per l'arte, vivere per dipingere, l'unico moto che spinge la sua vita, il pennello lo strumento col quale combatte contro il mondo ostile, contro gli uomini, contro se stessa, per divenire adulta, donna, matura, saggia, raggiungere la serenità la comprensione e il perdono. Un racconto intimo e delicato, un presenziare al concepimento delle opere, ai dubbi di artista, un modo per assistere alla nascita di un capolavoro.

un gioiellino dell'Olympia...

lunedì 5 luglio 2010

Se ci si perde per i campi capita che ci si ritrovi davanti ad un paesaggio come questo...

venerdì 2 luglio 2010

Ieri sera giro in bici per la campagna... questo paesaggio mi ha emozionato ed il suo profumo riportato ad altri tempi...

mercoledì 30 giugno 2010

Ieri sera ho finito di leggere Suite francese di Irene Nemirovsky (Adelphi). E’ un libro pubblicato postumo, per la prima volta in Francia nel 2004 e in Italia ad ottobre del 2005, scritto negli anni 1940-41 dalla Nemirovsky che morirà in un campo di concentramento nel 1942.
Poche volte ci si trova davanti a tante bravura e quando avevo letto che nonostante la giovane età la si puo' considerare una delle piu' grandi scrittrici del novecento avevo qualche dubbio.... si sa di solito gli editori esagerano...
La bellezza della prosa non ha eguali...e a parte la descrizione degli episodi di vita dei personaggi che affrontano le difficoltà dell'invasione tedesca in Francia, sembra di guardare un film... sono i contrasti, i dettagli, le emozioni a illuminare le scene lasciando il lettore come semplice spettatore di un racconto in cui i personaggi hanno vita autonoma e lo scrittore diventa davvero solo narratore... senza entrare troppo nello scritto con le sue riflessioni personali... è un libro che ha vita autonoma e benchè sia rimasto incompiuto mantiene comunque la bellezza di un racconto dal finale aperto... non c'e' che dire... davvero magnifico.

mercoledì 16 giugno 2010

Pausa estiva per il corso di cucina

Ieri sera ultima puntata del corso di cuina prima della pausa estiva... questo appuntamento settimanale ci manchera' tantissimo e soprattutto la Nicoletta (che un po' ormai ci ha adottato). qui di fianco un buonissimo tortino di riso nero con salsa al curry e gamberi... davvero fantastico.


Poi abbiamo preparato insalata di pesce e di polipo... con qualche casino nelle ricette... ma tutto è perdonato.... era l'ultima sera....
In vista delle future manifestazioni ci hanno anche chiesto di fare da modelli per una sfilata...
guardate i risultati...
come si sono gasate le ragazze.....e non solo loro.........



poi vi presento anche la "zia" e la Fede che è dolcissima e lei.... amore che mangia i crackers... per mantenere la linea...

lunedì 14 giugno 2010

Irène Némirovsky

Irene Nemirovsky
è capace di descrivere con estrema lucidita' e serena pacatezza i moti dell'animo, le pulsioni più profonde e a volte più intime, infime, egoistiche, leggere, delle quali negheremmo l'esistenza persino a noi stessi pur di continuare a vivere nella nostra beata quotidianeità che ci rendi sicuri, al riparo dagli scossoni del cuore.
Nel calore del sangue si intrecciano amori, giovinezza, pulsioni, perbenismo, in una rete di relazioni cittadine intrise dal perbenismo e dall'ottusità contadina. Magnifico il passaggio in cui scrive che le persone per la prima parte della loro vita cercano con tutte le forze di piegare la realtà al loro volere, ma dopo si arrendono e dai quaranta ai sessanta vivono in una sorta di disincantata pace e serenità, conservando le energie per la battaglia degli anni a venire, quella contro la morte. In Due, l'amore coniugale si colora di note di sicurezza, dolcezza e complicità, come se fosse altro dalla passione, altro dal furore giovanile, una sorta di traguardo che ti mette al sicuro su un argine, calmo, a volte piatto e senza vitalità, ma sicuro in ogni caso.... dal quale guardare ancora quelli che si affannano nel torrente degli amori cercando di raggiungere la riva, li guardiamo, sorridiamo con comprensione e un pizzico di soddisfazione, forse perchè noi ce l'abbiamo fatta.... ma abbiamo già dimenticato com'era bello nuotare prima....
vai al sito dell'autrice....

martedì 8 giugno 2010

Cooking class....

Martedì abbiamo dato il meglio di noi in cucina e con l'aiuto di Nicoletta abbiamo preparato.... indovinate? il pasticcio di pesce
non è buono, ma a dir poco sublie e a parte il gran lavoro che ci vuole per gli ingredienti e le sfoglie all'uovo tirate a mano ne vale davvero la pena... è uno di quei piatti che ti riempie l'anima... anche se devo dire che durante la preparazione le ragazze non hano fatto altro che pungolarmi e prendermi in giro tutto il tempo....
Guardate come sono professionali...non c'e' che dire altro che la prova del cuoco.....

cenetta al lago

Sabato sera cena al lago.... sul terrazzo.... della mia seconda casa "come direbbe qualcuno".... ed in effetti un pò è così perchè davvero mi sento a casa mia con quelli che da un pò considero anche i miei amici...

Fiorentine alla brace a tanto buon vino... si stava davvero benissimo e la serata è stata davvero divertente soprattutto per le discussioni politiche ne se non venute fuori... mi piace vedere la gente che discute animatamente per sostenere le proprie idee, è anche questo il bello dell'essere amici... potersi permettere di discutere animatamente con la consapevolezza che tutto rimane così come è.

Quello con la camicia bianca è il glamour del gruppo.... ormai ha tutto firmato... persino la pelle del viso porta il marchio LV.

il giovanotto con la maglia grigia è il ciclista del gruppo, invece quello col bicchiere in mano è il guru del fitness contento perchè si è appena liberato dalla parrucca cotonata che ha avuto per tutto l'inverno.
a volte quando sono a cena con loro mi estraneo ed è come se li guardassi dal di fuori... mi piace verli tutti a tavola insieme.... mi piace ascoltarli e dico a me stesso che vorrei rimanesse tutto così... sempre.... perchè tutto questo ti da un senso di sicurezza... di casa... un posto tutto per noi....

lunedì 7 giugno 2010

AZAZEL


Leggere tutto di un fiato è questo che succede quando apri il libro di Azazel. Un racconto segnato dai colori del deserto dell'Egitto, dall'oro e dal rosso della sabbia, del sangue dei pagani che scorre, uccisi e perseguitati dai cristiani. E' Ipa il monaco a raccontare, in una specie di testamento, in un dialogo con se stesso, con Azazel e con i ricordi della memoria. Il suo peregrinare in cerca della fede dall'Egitto ad Alessandria fino al monastero sono le tappe di un viaggio interiore che ci portarà a riflettere sul significato della fede, di Dio, della vita, dell'amore e del sesso attraverso le avventure di un monaco che non smette di dubitare, di se stesso, della fede, dei dogmi, di un monaco che non smette mai di sentirsi un uomo con le sue fragilità, le sue paure e i suoi sogni

lunedì 31 maggio 2010

Le cose che non ho detto...
non si puo' raccontare la storia di un paese e quella della propria vita, della propria famiglia, di un regime totalitario e delle discrasie tra religione e laicità con una prosa piu' coinvolgente di quella di Azar NAFISI nel suo libro. Un bellissimo romanzo che ripercorre tutto il novecento denso di colori, profumi, cultura e tradizioni... quelle del passato dell'infanzia che ci hanno sempre accompagnato ed ora vacillano sotto i colpi dell'islam, dello scià e della stessa gente.... Il velo, il matrimonio, il diritto di voto, una società che cambia fa da sfondo ad un microcosmo familiare che vacilla per poi ricomporsi e disgregarsi ancora... pagina dopo pagina una emozione incessante, un pease da scoprire...l'Iran di Azar

giovedì 27 maggio 2010

25/05/2010 Lezione n.3

Dire che siamo stati indisciplinati alla terza lezione del corso cucina è dire poco.
Tema della serata linguine alle capesante e spaghetto allo scoglio. La nostra insegnate è letteralmente impazzita mentre cercava di tenerci buoni, noi non abbiamo fatto altro che parlare tutto il tempo e creare confusione. Ma del resto ci siam dati anche da fare con la cottura del polipo e la pulizia delle seppie. Forse è stato il vino che abbiam bevuto all'inizio o la fame a farci scatenare. Ma quando è arrivato il momento dell'assaggio il silenzio è calato. Le linguine davvero fantastiche.... non c'è che dire... stavolta più delle parole parleranno le foto....... guardate....